( lunedì, 09 novembre 2009; 13:29 )

 Il 31 ottobre, Halloween. Il 5 novembre, la congiura delle polveri. 
Il 13 ottobre, anniversario di quella che ad oggi posso definire una delle giornate più importanti della mia vita, è passato senza che me ne accorgessi. Ma sono arrivate queste altre due date a ricordarmi che è passato un anno da quando iniziavo una nuova vita in un altro stato. Queste due feste, che non appartengono al luogo in cui ora mi trovo, alla cultura italiana, mi hanno fatto rivivere i miei primi momento - i miei primi passi, si può dire - nella mia vita d'oltremanica. 
Halloween è la prima notte londinese che ricordo. Forse c'era stata qualche piccola uscita per una birra prima d'allora, ma quella è sicuramente stata la prima vera night out, e ne ho un ricordo vividissimo. La notte della Gunpowder Treason era per la prima volta con me Bruno, facevo in un certo senso incontrare la vita londinese e quella milanese for the very first time. 
Ed è già passato un anno. Sembrano momenti tanto lontani, sono cambiate una enorme quantità di cose da allora, e per un'enorme quantità di volte. E allo stesso tempo non posso credere che sia davvero trascorso un intero anno. Un a cosa è certa: mi mancano moltissimo.

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( domenica, 11 ottobre 2009; 10:14 )

 Sono a casa con la febbre -o meglio, ormai con il post febbre- da 3 giorni, e non ne posso più. Ho già saltato un giorno di un'università prima di essere riuscita ad andarci per una settimana di seguito, non sono potuta andare alla serata organizzata da rossopane con mia moje (e neanche a vederla giocare coi lego a Step09) e soprattutto non ho neanche potuto fare gli auguri di persona a Bruno per il suo compleanno. Uffa, uffa e ancora uffa. Essere malati nel weekend fa schifo. Comunque venerdì, quando ancora credevo che con qualche medicina e un po' di sonno mi sarebbe passato tutto in poche ore, sono andata alla prima vera lezione di teatro. E sono tornata a casa molto felice. Insomma, per ora è una lezione sola, ma promette bene, sembrerebbe essere proprio quello che stavo cercando. Il training è stato divertente, dopo un po' di riscaldamento abbiamo iniziato a fare il solito giochino della palla immaginaria che si fa in tutte le scuole di teatro, ma quasi subito è diventato un'agguerrita partita a palla prigioniera. Nella seconda metà della lezione, lavoro scenico: abbiamo subito fatto improvvisazione. La parola d'ordine non era recitare, bensì VIVERE. Una volta date le circostanze dagli insegnanti, il compito era di immedesimarsi e comportarsi come avremmo fatto nella realtà. Risultato: durante l'ultima scena (le circostanze date riguardavano un ragazzo molto religioso che andava insieme al suo compagno dal prete che lo aveva cresciuto per parlargli della sua omosessualità) era tutto così reale che mi sono accorta che non stavo respirando, tanto ero in ansia per quello che succedeva in scena. Non mi era mai capitata una cosa simile, ed è stato molto bello. Si vedeva che soprattutto uno dei ragazzi (che spero tanto finirà in gruppo con me, visto che fino a domani si lavora tutti insieme e poi verremo divisi) stava vivendo sul serio quelle emozioni, e così, per empatia, le vivevamo anche noi. Sono rimasta davvero colpita. E per finire, compito per tutti: prendere un testo teatrale dalla biblioteca della scuola e leggerlo. E' stato un bel modo di conoscerci fuori dalla lezione, tutti ammassati davanti agli scaffali a chiedere consigli e sbirciare cosa stavano prendendo gli altri. Ho un ottimo presentimento :)

In chiusura, sarebbe giusto parlare un pochino anche dell'università. Ora che i miei problemi di sovrapposizioni sono stati ridotti al minimo (non posso seguire solo due ore al venerdì, e vabbè, zero era impossibile), ammetto che sono abbastanza soddisfatta. I professori mi piacciono tutti, le ore di lingua sono divertenti e gli altri corsi sono proprio interessanti. A parte che sono già un po' terrorizzata dalla sessione estiva, in cui in teoria dovrei dare 11 esami, tra cui gli scritti delle lingue e storia della civiltà, che parebbe essere l'esame meno superato della facoltà -la Viki l'ha già dato 3 volte e ancora non crede di averlo passato-. Per ora comunque, tutto procede bene! Certo, se non fosse che sono ancora a letto malata...


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( venerdì, 02 ottobre 2009; 11:40 )

Meglio approfittare del fatto che in 'sto periodo mi va di scrivere sul blog, chissà quando ricapiterà. Ieri è stata una giornata positiva, che ha un po' compensato quella negativa del post scorso. Intanto sono andata a iscrivermi ufficialmente a teatro :) Ero già andata il giorno prima per un colloquio e ne ero rimasta molto contenta. Mi piace l'idea di iniziare una nuova scuola, e se questa corrisponde all'idea che me ne sono fatta, credo ne sarò soddisfatta. Sono 6 ore a settimana, più di quello a cui ero abituata, e ci sarà un po' da studiare teoria (questo, devo dirlo, mi ha colpita,  ho sempre voluto che ci insegnassero anche storia e teoria del teatro, anche solo quelle due volte all'anno con in cui con Pernich facevamo lezione di drammaturgia lo adoravo) e molto lavoro scenico. Ed è proprio quello che desideravo quest'anno, che fin dall'inizio, oltre a fare training, si potesse lavorare su delle scene. Praticamente ho passato 5 anni in cui si iniziava a recitare propriamente solo un paio di mesi prima dello spettacolo, e anche se non metto in dubbio che sia anche giusto così, mi ero pure un po' stufata -.- 
Quindi ieri, dicevo, già rallegrata dall'essere una nuova allieva del CSA e con lo stomaco pieno grazie a un buon pranzetto con la mia Fra, sono andata all'incontro per gli studenti di russo in Cattolica. E lì è successo il miracolo: facendo notare il mio problema di sovrapposizione di ore, i docenti si sono accorti che eravamo in millemila ad avere questo orario di merda, e ci hanno spostato le lezioni :D Sì, ora abbiamo un giorno con 5 ore di seguito di russo (aiuto!), ma almeno possiamo seguire tutti i corsi. Sembrerà una stronzata, ma adesso odio un po' meno la Cattolica e posso iniziare più serena. E poi le insegnanti di russo sembrano carine (di quello di relazioni internazionali invece siamo già tutte innamorate) e ho fatto un po' amicizia con le compagne di lingua, sia del mio sia di altri curricula, e per quanto non siano molto simili a me, non sono neanche così male da rendere l'università invivibile.
Altro punto positivo (che l'altra volta che ho scritto ero troppo inviperita per ricordare): prenotato per Londra dal 4 al 7 novembre! Dio, non vedo l'ora. Praticamente chiudo gli occhi e vedo le strade di Londra, mi manca da morire, e ho un bisogno quasi fisico di tornare, anche se solo per due giorni.

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( martedì, 29 settembre 2009; 20:00 )

Oggi in Cattolica presentazione della facoltà per noi freshmen. La verità è che sono un po' triste, sarei voluta tornare a casa entusiasta e emozionata, invece ero solo parecchio incazzata. Orari terribili, così pieni di sovrapposizioni da impedire la frequenza di due corsi importanti, per non parlare della quantità di ore di cui non si saprà l'orario fino a due giorni prima dell'inizio delle lezioni. E niente esami a gennaio per il primo anno, il che vuol dire che se uno non vuole darne a settembre deve studiare per qualcosa come 11 esami solo durante la sessione estiva. In più, questo si sapeva, lingue -per motivi ancora a me oscuri- è una facoltà al 95% femminile, e le ragazze che frequentano la Cattolica, beh, diciamo che non sono proprio quelle con cui mi andrebbe di uscire. Quest'ultimo punto ovviamente è sorvolabile (non so nemmeno se questa parola esista), ci saranno delle eccezioni, ma non ha contribuito a migliorare il mio umore di oggi.
E poi c'è una cosa ancora più deprimente. Anche prima di demoralizzarmi per tutte queste cose, non sono mai stata entusiasta. Quando un anno fa ho finito il liceo, ricordo che l'idea di iniziare l'università mi piaceva da matti. Ovviamente ero più emozionata per la partenza per Londra, ma anche il fatto che in un prossimo futuro avrei frequentato le lezioni mi esaltava. Beh, ora non è più così. Sono impaziente di iniziare, ho voglia di tornare a studiare, ma non provo più la stessa sensazione. E' che, dopo Londra, dopo un'esperienza così bella, che gran cosa può essere questa? Lo so che è triste, ma è così, perchè è ovvio che una normale vita universitaria non è granchè, al confronto con un anno di spensieratezza a Londra. Ed è ovvio che non dovrei fare un tale paragone, ma è difficile, confrontare è normale. Non voglio che una cosa bella rovini altre cose che, seppur meno divertenti, potrebbero essere comunque piacevoli e interessanti. Penso dovrò lavorarci. E aspettare che tutto questo cominci, e insomma... vedere come va.

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( domenica, 06 settembre 2009; 13:00 )

Ma questa cos'è, la settimane degli avvenimenti fondamentali della vita che uno non vorrebbe mai dover scrivere sul blog? Eccheccazzo, sono appena riuscita a scrivere di Londra dopo tre mesi, il mondo pretende troppo da me.



It may be over but it won't stop there,
I am here for you if you'd only care.
You touched my heart you touched my soul.
You changed my life and all my goals.
And love is blind and that I knew when,
My heart was blinded by you.
I've kissed your lips and held your head.
Shared your dreams and shared your bed.
I know you well, I know your smell.
I've been addicted to you.
Goodbye my lover.
Goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.
I am a dreamer but when I wake,
You can't break my spirit - it's my dreams you take.
And as you move on, remember me,
Remember us and all we used to be
I've seen you cry, I've seen you smile.
I've watched you sleeping for a while.
I'd be the mother of your child.
I'd spend a lifetime with you.
I know your fears and you know mine.
We've had our doubts but now we're fine,
And I love you, I swear that's true.
I cannot live without you.

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( sabato, 05 settembre 2009; 13:32 )

Ok, la verità è che non trovavo nè la forza nel coraggio per tornare a scrivere sul blog. Per scrivere che non sono più a Londra. Ho pensato di scrivere d'altro (università, viaggi, cazzate varie..) e saltare il tasto dolente, ma poi non ci riuscivo mai. Mi sembrava stupido non accennare neanche alla cosa più importante. Ma sono passati tre mesi, sarebbe anche ora di superarla e andare avanti. E' che, per dirla fuori da denti, essere tornati fa schifo. Mi manca ogni giorno. Mi mancano le persone, la casa, la città. Sopra ogni cosa mi manca uscire di casa e essere nelle strade tanto amate. Mi manca persino il freddo che faceva a dicembre, quando dovevamo girare per casa con le coperte addosso. Tornare isterica e paranoica per qualsiasi motivo e mettermi in bagno con Ila che si fumava una sigaretta, accoccolate vicino alla stufetta, a sviscerare i miei problemi finchè lei non sdrammatizava e finiva tutto in caciara. Uscire e stare fuori tutta la notte, vedere la città più bella del mondo che si sveglia. E sentire di essere parte di tutto ciò che si ha intorno. Qui mi sento fuori posto. So che c'è qualcosa di sbagliato, che non sono dove dovrei. Quanto vorrei mollare tutto e tornare. Ah, ma non è per sempre, di certo. Milano, non mi avrai.

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( domenica, 31 maggio 2009; 14:52 )

Another turning point, a fork stuck in the road
Time grabs you by the wrist, directs you where to go
So make the best of this test, and don't ask why
It's not a question, but a lesson learned in time

It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.

So take the photographs, and still frames in your mind
Hang it on a shelf in good health and good time
Tattoos of memories and dead skin on trial
For what it's worth it was worth all the while

It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.

It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.




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( sabato, 30 maggio 2009; 13:24 )

Io non ci posso credere che domani è il mio ultimo giorno a Londra. Non posso e non voglio crederci. I feel like crying.

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( sabato, 07 marzo 2009; 11:25 )

Ci sono cose nella vita, come essere in giro per Londra con il sole e telefonare alla tua coinquilina per dirle "Sono vicina a casa, esci e vieni da Starbucks, ci vediamo lì", che la rendono veramente degna di essere vissuta :D

Poi ci sono cose, come il fatto che il giorno dopo la suddetta coinquilina vada 10 giorni in Italia lasciandoti a casa da sola, che la rendono immensamente triste.

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( sabato, 14 febbraio 2009; 20:18 )

"You know those days when you get the mean reds?"
"The mean reds, you mean like the blues?"
"No. The blues are because you're getting fat and maybe it's been raining too long, you're just sad that's all. The mean reds are horrible. Suddenly you're afraid and you don't know what you're afraid of. Do you ever get that feeling?"
"Sure."
"Well, when I get it the only thing that does any good is to jump in a cab and go to Tiffany's. Calms me down right away. The quietness and the proud look of it; nothing very bad could happen to you there. If I could find a real-life place that'd make me feel like Tiffany's, then - then I'd buy some furniture and give the cat a name"

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( lunedì, 02 febbraio 2009; 16:02 )

Nevica, qui a Londra. La città è bloccata, le metropolitane non vanno, i negozi sono chiusi, i voli vengono tutti annullati. Io non sono mai stata una fan della neve, anzi. Diciamo pure che la odio io, la neve. Mi piace stare in casa al caldo, sotto le coperte, e guardare fuori le strade innevate, ma non voglio che neanche un fiocco mi tocchi. Però qui è diversa. La neve qui è magica. Intanto non bagna. Sembra una specie di polverina, tipo zucchero a velo. E poi crea un'atmosfera unica. Ieri pomeriggio caminavamo per il centro, e intorno a noi nevicava fortissimo, ed era meravglioso. Abbiamo corso e giocato in mezzo ai fiocchi e non facevo altro che pensare "AMO VIVERE IN QUESTA CITTA'". Ed è così, io amo vivere in questa città.

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( venerdì, 23 gennaio 2009; 15:30 )

Non ho mai voglia di aggiornare. Neanche ora, a dire il vero. E' perchè sono felice, forse? Pensandoci, i momenti più prolifici sono quelli di noia e tristezza. Ma Londra mi dà tutto, mi rende serena, e in qualche modo mi avvicina anche alle persone lasciate in Italia. Londra è stata l'occasione per avvicinarsi a qualcuno e allontanarsi da qualcun'altro. Mi ha aiutato a capire chi sono i pochi ma buoni, quelli that are meant to stay. E qui ho trovato il mio posto, la mia dimensione. Se solo queste persone, queste persone di cui ho capito l'importanza stando qui, potessero essere più vicine.. Mi mancano loro, e poi il teatro. Ma per il resto ho trovato qui tutto quello che stavo cercando. Che non so esattamente cosa sia, sinceramente, però sento di averlo trovato. Ed è una bella sensazione. E so che è qui che tornerò, prima o poi, è qui che sono destinata a stare.
(Però la prossima volta voglio portarmi lui.)

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( giovedì, 18 dicembre 2008; 15:51 )

Ila è tornata in Italia l'altro ieri, lasciandomi a casa da sola. I Mattei sono partiti oggi per fare una data a Pisa, e toneranno quando io ormai sarò a Milano. Per 20 giorni non vedrò queste persone, e sinceramente sono un po' depressa. Loro fanno parte della mia quotidianeità, sono abituata a vederli sempre, e l'idea di stare senza fino al 7 gennaio... Che poi lo so che quando andrò in Italia sarà diverso, sarò presa dai vecchi amici, ci saranno i miei, e non ci penserò. Ma ieri sono tornata a casa, nella nostra casetta vuota, sapendo che era appena finita l'ultima sera per un po' di tempo coi Mattei, e mi ha assalita una tristezza incredibile. E mi sono accorta che questi amici, e questa coinquilina con cui sto condividendo tutto, beh, sono già importanti nella mia vita.

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( martedì, 02 dicembre 2008; 16:33 )

Sono a Milano, riparto per Londra tra poche ore. Sono stata qui quasi 4 giorni, e ne sono contenta. Sono felice di aver visto i miei, la Flo, Anto, la Fra, ovviamente Bruno. Sono contenta di essere stata in una casa grande e calda con tutte le comodità e di non essermi dovuta preoccupare dei soldi. Ma sinceramente son proprio contenta di tornarmene a casa. Oggi mi guardavo intorno e vedevo Milano e pensavo "oddio, è più brutta di quel che ricordavo". Finchè sto in casa tutto bene, ma quando esco mi assale la depressione. E' tutto così grigio. Ma chi è quel pirla che ha detto che Londra è grigia? Sì, magari c'è il tempo grigio, ma non è che la città sia grigia in sè. Quando c'è il sole non lo è, infatti. Invece Milano no, è proprio così. E' triste. E anche la gente è triste, ti ispira odio e disperazione. Io qui non ci voglio tornare. Cioè, voglio tornare a vedere i miei, a bere l'acqua frizzante decente, a vedere tutti i giorni il mio fidanzato, a uscire coi miei amici. Ma se tutto ciò potesse escludere Milano, dio, come sarei felice.

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( lunedì, 10 novembre 2008; 15:41 )

Le ultime due giornate a Londra sono state forse le più belle da quando mi sono trasferita. Sabato c'era LUI e davvero non vedevo l'ora che venisse qui, per fargli vedere dove vivo e renderlo partecipe. E abbiamo passato una giornata stupenda, abbiamo fatto delle cose dovertenti, e stare con lui è sempre bello ed ora mi manca ancora più di prima. Se potesse essere sempre qui, allora Londra sarebbe perfetta. Spero che anche lui sia stato bene come lo sono stata io.
Ieri mattina l'ho accompagnato in stazione e alle 6.30 me ne son tornata a casa sola soletta, cosa che stranamente è stata anche piacevole. Se cammini in città di domenica mattina presto ti sembra che sia tutto tuo, che sei l'unica persona sveglia nel raggio di miglia.
Poi altra nanna, cazzeggio, usciamo sotto la pioggia scrosciante per andare a Camden a cercare un regalo per un amico di Ila, e ci fermiamo da Starbucks a riscaldarci con una delle nuove specialità natalizie (a Londra il natale inizia ad ottobre, da Starbucks non ci sono solo le specialità natalizie in speciali tazze natalizie, ma anche i canti di natale in sottofondo): latte caldo con caramello e panna montata con noccioline sopra, che a dirlo così sembra una schifezza, e infatti lo è, ma è buonissimo. Poi ci avviamo verso il Purple Turtle, dove ieri sera suonava una tribute band dei Led Zeppelin, ma essendo ancora presto decidiamo di cercare un posto dove mangiare qualcosa. Troviamo un ristorantino che ci ispiara tantissimo, con locandine e immagini di film appese alle pareti e sui tavoli di legno le candele, e che casualmente era anche un posto italiano, dove abbiamo mangiato una buonissima pizza e bevuto del vino rosso per scaldarci. Insoma, arrivate a questo punto della serata, col latte, il vino, la pizza etc eravamo contentissime.
Scopriamo che il Purple Turtle è un locale davvero bello, abbastanza tranquillo, persone carine, non i soliti esagerati che trovi spesso nei locali londinesi. Abbiamo anche conosciuto due ragazzi italiani (ma simpatici, non come tanti degli italiani a Londra) che tra l'altro abitano qua dietro, e un inglesino che stamattina mi ha pure mandato un messaggio.
Insomma, siamo tornate a casa super soddisfatte (nonostante la nota dolente che dopo due notti con Bruno dormire da sola è stato brutto ).
Ma le belle giornate si pagano care: oggi mal di gola atroce, e fastidiosissimo mal di testa.

P.S. post lunghissimo, sono molto orgogliosa.

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( mercoledì, 05 novembre 2008; 14:36 )

Volevo mettere una bellissima foto di Obama e sotto una frase ad effetto, che esprimesse un'idea di vittoria ed esultanza, ma non trovo una foto che mi piaccia, quindi accontentatevi di questo: OLE'!

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( martedì, 04 novembre 2008; 23:15 )

Oggi mi è successa una cosa carina. Ero in libreria, guardavo tra gli scaffali, mi si è avvicinato un signore che mi ha indicato un libro vicino a me e mi ha detto "Take a look at this, I wrote it". E stata una scena dolce, era così entusiasta del suo libro e del fatto che fosse lì, da Waterstone. In quel momento non potevo comprarlo, così mi son scritta nome e autore (Stephen Benatar, il libro è Recovery, compratelo anche voi :D) e lui mi ha vista e mi ha chiesto "You're taking notes?" ed era tutto contento.
A Londra succede anche questo. Amo questo posto.

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( giovedì, 30 ottobre 2008; 00:51 )

Ieri sera qua a Londra ha nevicato. Our first snow in october since 1934, diceva oggi il giornale. Cioè, rendiamoci conto di quanto fa freddo. E il nostro riscaldamento (che chissà quanto paghiamo) non riscalda una bega. Però, a parte il freddo, è anche bello, c'è un'atmosfera molto natalizia. Le londinesi continuano ad andare in giro imperterrite in ballerine, manco fosse agosto, però l'atmosfera è natalizia. Quando avrò un lavoro, e quindi uno stipendio, e quindi la possibilità di fare shopping, lo sarà ancora di più.
Intanto dopodomani è Halloween, e noi ci siamo comprate delle parrucche (ma non un vestito).


p.s. città nuova, template nuovo.

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( venerdì, 17 ottobre 2008; 12:50 )

Scrivo da casa mia.. casa mia a Londra!! Sì, sono arrivata, e ho anche trovato una sistemazione. Sistemazione niente male (il 20 dicembre si libererebbe una meglio, qua siamo un po' più arrangiate ma va abbastanza bene) e soprattutto la zona più figa che ci siaaaaaaaaaaaaaaaaa! [sì, parlo da esaltata, ma son contenta] A Bayswater, abbiamo tutti i negozi, ristoranti, pubs a due passi.. qualsiasi cosa. Ieri abbiamo fatto quattro passi -ma nel vero senso della parola- e ci siamo trovate in piena Notting Hill. Il palazzo è stupendo, son tutti ragazzi, e c'è pure il giardino! E internet! Devo fare le foto da postare, assolutamente. Sono contenta, mi sento il cuore più leggero, sinceramente non speravo proprio di trovare un posto così carino. La ricerca è stata corta in realtà, ma mi è sembrato un mese. Ora bisogna fare tante altre cose, altrettanto difficili, però è un primo passo, e neanche piccolo, e sono tanto felice. Non vedo l'ora che il mio fidanzato venga a trovarmi, chè voglio renderlo partecipe, e non vedo l'ora di andare a trovarlo io per vederlo.
Quindi tanti baci, blog.

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( lunedì, 06 ottobre 2008; 15:01 )

Tra una settimana mi trasferisco a Londra.
Ma dov'ero io mentre il tempo passava? [A guardare gossip girl probabilmente]. Possibile che da "c'è ancora un sacco di tempo" siamo arrivati qui? La verità è che sono terribilmente spaventata. E terribilmente emozionata. Perchè è un sogno che si avvera, e non mi è mai capitato prima di avere un sogno e vederlo avverarsi. Ieri mattina sedevo al sole e pensavo che d'ora in poi, la domenica, se vorrò prenderò un libro e andrò ad Hyde park, a guardare il riflesso del sole sul Serpentine. Però ci sono tante cose (e con cose intendo sostanzialmente persone) che mi mancheranno, e una in particolare senza di cui mi sembrerà di non poter vivere. Ma penso anche che questo vorrà dire che quando verrà il momento del ritorno sarà bello, e non un terribile ripiombare nella monotonia milanese.
E' tutto strano. Non è che sto proprio realizzando. Vorrei che il 13 ottobre fosse più lontano, e allo stesso tempo non vedo l'ora.

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she
« I'm glad you're not like us, and by us I mean everyone in the world who isn't you. »
Cate. 20 anni. In origine Milano, poi Londra, ora -ahimè- nuovamente Milano. Fu Liceo Classico, ora Lingue per le Relazioni Internazionali. Tendenzialmente Egoista ed Egocentrica. Narcisista. Folle. Morbosa. Suberba. Slytherin. Ravenclaw. Viziata. Edonista. Isterica. Emotiva. Instabile. Genio e Sregolatezza. Acida. Contradditoria. Arrogante. Frangia è bello. Pigra fino alla morte. Eccentrica. Cattiva. Pocketcoffee addicted.

loves
london town. la musica. il cinema. la letteratura. la fotografia. tutta l'arte, diciamo. il verde. il francese. l'inglese. l'inghilterra tutta. viaggiare. gli amici. foto decadent. deviantart. le ossessioni. gli specchi. l'entusiasmo per le cose futili. le citazioni. svegliarsi e scoprire che è ancora notte e si può tornare a dormire. i biscotti al caramello che prima o poi troverò in italia, perchè so che ci sono. l'estate. recitare. l'intelligenza e la furbizia. le contraddizioni. me. more

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.Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupery
.City - Alessandro Baricco
.Oceano Mare - Alessandro Baricco
.Castelli di Rabbia - Alessandro Baricco
.La Banda dei Brocchi - Jonathan Coe
.La Casa del Sonno - Jonathan Coe
.Tokyo Blues - Haruki Murakami
.I Fiori del Male - Charles Baudelaire
.Storie e Altre Storie - Jacques Prevert
.Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen
.Iliade - Omero
.Dietro lo Specchio - Lewis Carroll
.Cime Tempestose - Emily Bronte
.Harry Potter - J.K. Rowling
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.Le Notti Bianche - Fedor Dovstoeskij
.Non Buttiamoci Giù - Nick Hornby

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